Ci sono canzoni che possono accompagnare distrattamente un momento.
Questa non è una di quelle.
“Il cavaliere e la spada di legno” chiede di essere ascoltata fino in fondo, perché le parole fanno parte del viaggio quanto la musica. Non è soltanto canto. Non è soltanto una melodia medievale, il suono di un liuto o l’eco lontana di una battaglia.
È un messaggio.
Per questo, se oggi non avete cinque minuti per fermarvi davvero ad ascoltare, passate oltre.
Non importa.
La ballata resterà qui ad aspettarvi.
Tornate quando avrete cinque minuti da dedicarle senza fretta, perché questa è la storia di un fanciullo che giocava alla guerra con una spada di legno e di un uomo che, molti anni dopo, ha scoperto cosa significhi stringerne una vera.
Da bambino immaginava vessilli, cavalli, trombe e gloria.
Poi ha conosciuto il fango.
Il sangue.
La paura.
Gli uomini che cadono e non si rialzano più.
E proprio nel fragore della battaglia torna a ricordare quel cortile, sua madre sulla porta, suo padre sulla soglia, il sole e quella spada di legno così leggera tra le mani.
Allora comprende qualcosa che nessuna leggenda gli aveva raccontato:
la guerra vista da lontano può sembrare un racconto di eroi.
Vista da vicino è fatta soprattutto di uomini che vorrebbero tornare a casa.
E forse il verso più importante arriva proprio alla fine.
Il cavaliere non vuole che qualcuno racconti che affrontò la morte senza paura.
Vuole che venga ricordata la verità.
Che ebbe paura.
E che un tempo, quando era ancora un fanciullo, teneva tra le mani una spada di legno e credeva nel sole.
Il cavaliere e la spada di legno
Marco Mattiuzzi
Il Bardo Errante
Ascoltatela quando avrete tempo per ascoltare anche le parole.
La ballata non ha fretta.
Testo, concezione musicale e direzione artistica di Marco Mattiuzzi.
Composizione, arrangiamento e interpretazione vocale realizzati mediante strumenti di intelligenza artificiale.
#IlBardoErrante #MarcoMattiuzzi #IlCavaliereELaSpadaDiLegno #Ballata #Cantastorie #MedievalFolk #BardicMusic #MusicaMedievale #FolkMusic